News inserita in data: 26/09/11
GLI ITALIANI SONO POCO ASSICURATI
GLI ITALIANI SONO POCO ASSICURATI
Emergenza assicurativa: difficoltà delle famiglie di fronte ad una spesa imprevista
C'è una emergenza assicurativa nell'emergenza economica che investe l'Italia: un gap di protezione di famiglie e imprese, sempre più in difficoltà di fronte a ogni spesa imprevista, e dello stato, che cerca rapidamente una gestione sostenibile del welfare. Uno scenario che però può tradursi in un potenziale mercato di premi assicurativi stimabile in 90 miliardi di euro all'anno.
L'attivazione di tale potenziale non costituirebbe una maggiore spesa per gli assicurati, ma sostituirebbe e compenserebbe le spese impreviste per famiglia (circa 1.500 euro medi l'anno) e per le imprese, oltreché una più efficiente gestione del welfare.
Lo ha sottolineato Accenture, in occasione della decima edizione dell'Insurance day, svoltosi ieri a Milano.
Secondo l'analisi di Accenture, emerge, in tutti i segmenti della clientela, una necessità di protezione, favorita dall'attuale contesto macroeconomico. Un bisogno che tutto il sistema assicurativo può efficacemente intercettare a partire da:
- la previdenza integrativa non ancora sufficientemente sviluppata (adesioni ferme al 23% dei lavoratori rispetto a una media europea del 40%);
- le spese sanitarie sostenute di tasca propria dai cittadini che sono oltre l'80% della spesa sanitaria privata (meno del 70% in mercati similari in Europa);
- il basso livello di protezione di un bene di rifugio come la casa (in Italia sono meno del 30% le famiglie assicurate rispetto a oltre il 70% della media europea);
- la protezione della persona e del suo reddito, utilizzata dal 14% delle famiglie (oltre il 40% la media europea);
- la protezione delle imprese, in particolare le pmi, coperte mediamente per solo un terzo dei rischi effettivamente sostenuti (rapporto premi corporate/ pil Italia pari a 0,9% rispetto a 1,5% in altri mercati).
Secondo Accenture, il sistema assicurativo italiano dovrebbe contribuire a soddisfare diversamente il bisogno di protezione urgente riducendo sprechi e rischi, puntando sull'evoluzione del modello distributivo, sull'offerta di soluzioni facili da comprendere, modulari e standardizzate, per i più ampi segmenti di clientela e sul miglioramento del servizio al cliente.
Il mercato assicurativo italiano proviene da un biennio 2008-2010 di sensibile crescita sotto il profilo dei volumi intermediati (con un tasso di crescita annuo composto del 17%). Ciò si deve alla spinta propulsiva dei ramo vita (+28,5%). Più problematica, invece, è stata la situazione sotto il profilo della redditività che, per due anni, è stata negativa (-2 mld nel 2008 e -726 mln nel 2010). Per il 2011, i dati del primo semestre hanno mostrato un'inversione di tendenza. Il tradizionale motore di crescita del mercato assicurativo, il business Vita, sembra essersi arrestato (-31,1% nella nuova produzione vita nei primi sette mesi del 2011); il business Danni ha confermato l'impossibilità di trainare le dinamiche del mercato, seppure in moderata crescita, grazie alla spinta degli adeguamenti tariffari sull'auto e con una gestione tecnica in miglioramento.
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